Arte in corso
LWANDO DLAMINI
14/09/2026
Lwando Dlamini

Colore. Un colore vibrante, intenso, esplosivo, disposto sulla superficie della tela in spessi strati di materia. Così catturano lo sguardo le opere di Lwando Dlamini, con la loro forza espressiva spericolata, libera, istintiva. "Il colore mi fa felice" afferma, del resto, lui stesso, e intanto sorride, consapevole della gioia che la pittura gli dona ogni giorno.
Lwando non ha avuto una vita semplice. Nella sua giovanissima età ha già visto la morte in faccia due volte. Ha conosciuto il coma, da piccolissimo, a 10 anni, e poi ancora, da ragazzo, a 20 anni, per le percosse ricevute nelle strade della sua città, Johannesburg, una delle città più complesse e difficili del mondo. La sua arte nasce da lì: dall’esperienza del dolore e delle ferite fisiche e morali, dal disperato bisogno di trovare risposte e motivi e dalla felicità di scoprire la luce e la vita dopo l’oscurità.
Avrebbe dovuto diventare avvocato e invece eccolo qui, Lwando, a impastare colore sulla tela, catturando volti che trasforma con il suo inconfondibile linguaggio, dalla destrutturazione cubista ma con l’emotività dell’espressionismo o di certa street art. Ora non tornerebbe più indietro, perché il suo essere artista è qualcosa a cui non si può rinunciare, un bisogno impellente, una necessità.
Dipingendo Lwando Dlamini segue questa urgenza espressiva. "Prima dipingo, poi penso", afferma candidamente, sottolineando la natura istintiva della sua pittura, sincera e liberissima. La scelta di questo o quel colore, di quel tocco di pennello, del singolo elemento è generata dal flusso creativo che l’artista si concede senza alcuna inibizione, passando da un lavoro all’altro, anche contemporaneamente, secondo l’estro del momento. I titoli arrivano dopo e spesso sono della sua lingua di origine, lo isiXhosa.
Con la sua pittura Lwando ha fatto pace con il mondo. Il rosa, uno dei suoi colori preferiti, è per lui il colore del perdono, quel perdono che sembrava impossibile e che invece ora tutto più leggero e positivo. Ed è forse per questo che i volti ritratti nelle opere di questo giovane artista sprigionano un’energia vitale straordinaria e irresistibile. Sono ironici, irriverenti, brutali, hanno la leggerezza e la contemporaneità del pop, ma con la profondità e la forza dei linguaggi di strada, schiacciano l’occhio ai linguaggi delle avanguardie europee, ma affondano ben salde le radici nella tradizione africana, hanno qualcosa di tribale e primigenio, ma sono iper contemporanei Sono tante cose i ritratti di Lwando, molto più complessi di quanto non sembrino a prima vista nella loro accattivante immediatezza.
(Simona Bartolena)

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